EDOARDO PASTEUR, “I GOT A NAME” È IL PRIMO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM D’ESORDIO “DANGEROUS MAN” [INTERVISTA]

Il songwriter genovese fotografa atmosfere e suoni d’oltreoceano in un brano fortemente evocativo che guida l’ascoltatore in un viaggio sonoro che celebra la vita in tutte le sue sfaccettature.  

 

I got a name è assieme un’appassionata dichiarazione d’amore verso la vita e un’invettiva verso coloro che ostacolano i propri sogni. Il mondo sonoro è quello del rock americanoche influenza in toto anche l’album da cui è estratto. “Dangerous man” è infatti un disco in cui appaiono chiari i richiami musicali: dalla poesia in musica appartenente a Bruce Springsteen e Bob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong di Robbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.

Gli espliciti richiami al mondo della letteratura americana e al grande cinema rendono invece l’intero progetto un percorso tridimensionale che oltre da ascoltare, è anche da vedere e addirittura quasi toccare.

Edoardo è uscito il tuo nuovo singolo “I got a name”, raccontaci di cosa parla il testo ?

“I got a name è una rivendicazione della mia identità e un atto di amore per i miei sogni. E, assieme, un altolà a chi questi sogni vuole rubarli… A parte questo, ho sempre amato un vecchio pezzo di Jim Croce, con il medesimo titolo. E, anche se i due brani sono molto diversi, credo che lo spirito che animava Jim quando lo ha scritto fosse simile al mio di oggi…”

 

Il tuo singolo è estratto dall’album “Dangerous Man”, come definiresti questo tuo nuovo disco ?

“Dangerous man, è il mio album d’esordio,  una raccolta di tredici pezzi, piccole storie e sceneggiature messe in musica. Credo di poter definire la mia musica molto americana, essendo stato  influenzato dai musicisti che hanno che hanno scritto e suonato dall’altra parte dell’Atlantico, a partire da Bruce Springsteen, che ha giocato un ruolo fondamentale nell’influenzare le mie liriche e le mie sonorità. Anzi, probabilmente se mi sono messo a fare musica la colpa è proprio del Boss…”

Parlaci della tua grande passione per la letteratuta americana e per il grande cinema

“Sicuramente la mia musica riflette le mie esperienze e la mia vita, oltre a toccare aspetti di attualità come ad esempio “Brothers”, ispirato dai fatti del Bataclan di Parigi. Tuttavia un ruolo fondamentale, a parte il doveroso riconoscimento a Bruce Springsteen, lo hanno avuto le mie letture e il grande cinema. Sono appassionato di letteratura, americana e non, e alcuni pezzi sono stati ispirati ad esempio da Cormac McCarthy (“Carry the fire”), Erri De Luca e Salinger (“Child of the storm”), T.E. Lawrence (“Dangerous man”); così come  sono un grande appassionato di cinema, che mi ha regalato alcune ispirazioni, cito ad esempio “Big Fish” (ispirato dall’omonimo cult movie di Tim Burton) e “Hey hey you” (ispirato da “I guerrieri della notte” di Walter Hill).”

Prossimi progetti ?

“Sto lavorando alacremente al mio secondo album in studio di registrazione, un progetto che mi appassiona molto. Ho un sacco di materiale, e ahimè dovrò fare delle scelte lasciando fuori qualche pezzo. Vedrò cammin facendo, sarà una bella lotta perché mi sembra che si tratti di roba mica male… Vedremo tra qualche mese cosa verrà fuori!”

BIO

Edoardo Dado Pasteur, songwriter genovese, fino a pochi anni applicava il suo entusiasmo e la sua creatività allo sport; correva le maratone grazie alle quali ha attraversato il mondo, intervallando le proprie settimane con duri allenamenti. Lasciate le scene agonistiche, si è trovato con una quantità di tempo libero fino ad allora impensata, e si è chiesto come impiegarlo. Un rapido esame delle cose che avrebbe voluto fare, e che aveva sempre rimandato. Ha pensato allora di mettere a frutto la sua vecchia passione per la scrittura (ha anche avuto l’onore della pubblicazione di un suo racconto per Canneto Editore) che ha dato origine a una produzione musicale sorprendente, grazie al supporto di una serie di musicisti di grande livello, da lui riuniti in un progetto chiamato Rolling Dice. La sua musica, di stampo americana, è ispirata dai grandi di quella tradizione: Springsteen, Bob Dylan, Robbie Robertson, e all’amore per la letteratura e per le suggestioni del cinema.

Contatti e social

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